AVVOCATI; PANSINI (ANF): LEGGE PROFESSIONALE FORENSE COLABRODO. SI SUSSEGUONO CENSURE CONTINUE DEL TAR. OCCORRE RIFORMA ORDINAMENTALE FORENSE

“La sentenza del TAR Lazio n. 5989 del 19 maggio scorso sul regolamento del Consiglio nazionale forense in tema di corsi ed esami per l’iscrizione all’albo dei cassazionisti evidenzia ancora una volta come in molti casi l’attuazione della legge ordinamentale del 2012, si discosti di molto dai principi generali in essa fissati.
Si susseguono con ritmo incessante le censure della giustizia amministrativa: é accaduto con il regolamento elettorale, con quelli in materia di specializzazioni e di abilitazione dinanzi alle giurisdizioni superiori, e questo dimostra come sia ineludibile procedere ad una riforma della riforma ordinamentale forense del 2012 che i giudici amministrativi e un’arbitraria applicazione delle sue norme hanno reso un colabrodo”.
Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.
“Lo sforzo dell’Avvocatura – continua Pansini –  teso a riaffermare la sua autorevolezza e la sua importanza nella giurisdizione e nella società e ad imporre la figura di un avvocato altamente preparato e specializzato è vanificato, ad esempio, da chi, per di più istituzione, applica a suo piacimento e senza controllo le norme primarie e regolamentari in tema di aggiornamento professionale ricorrendo a formule da supermercato o a manifestazioni in piazza per assicurare, anche retroattivamente, il rispetto di regole che hanno dimostrato tutta la loro inadeguatezza”.
“E’ lampante che la legge professionale, così come è, non funziona o funziona male e questo è un danno per l’intera Avvocatura: chi nega la necessitá di rimettere mano con decisione alla legge del 2012 vuole impantare la categoria, scaricando sui più giovani il peso di scelte miopi e sbagliate”- conclude Pansini.
Roma 25 maggio 2017

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