AVVOCATI, EMERGENZA CORONAVIRUS; PANSINI (ANF): “REDDITO ULTIMO ISTANZA, BENE CRITERI PER INDIVIDUARE FASCE PIÙ BISOGNOSE MA NO A BARBARI CLICK DAY. CASSA FORENSE, PARTICOLARE ATTENZIONE A TERRITORI CHE RISULTANO PIÙ COLPITI DALL’EMERGENZA SANITARIA

“Con il Fondo per il reddito di ultimo istanza (ex art. 44 del decreto-legge Cura Italia e il suo decreto attuativo a firma del ministro Catalfo, non ancora noto nel suo testo definitivo) si è cercato di evitare l’intervento a pioggia previsto per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata (ex art. 27), individuando le fasce reddituali più deboli; se questa è la finalità, però, è anche necessario che la platea dei soggetti individuati come destinatari sia completamente raggiunta dalla misura di sostegno, anche attraverso lo stanziamento – in futuro – di maggiori somme, evitando “barbari” click day o corse alla domanda di sostegno. Quanto all’assistenza di Cassa Forense e alle sue imminenti decisioni, appare necessario che l’attenzione sia rivolta alla fasce più bisognose dell’avvocatura, in conformità allo spirito solidaristico del nostro sistema previdenziale, tra le quali rientrano sicuramente quelle di cui fanno parte i colleghi i cui territori risultano più colpiti dall’emergenza sanitaria e i colleghi i cui territori da sempre più indietro sotto i profili reddituali e di sviluppo economico”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.

“La regolarità contributiva previdenziale – continua Pansini – non può essere una condizione per l’accesso alle risorse stanziate dalla fiscalità generale, essendo un tema di pertinenza esclusiva degli enti di previdenza relativamente al welfare e all’assistenza proprie della casse private; altra cosa, invece, è la regolarità dichiarativa dal momento che l’assenza di qualsiasi dato inerente ai redditi impedisce di verificare l’effettivo stato di difficoltà. È opportuno che tra i criteri di priorità per l’individuazione dei beneficiari si tenga conto del reddito complessivo (reddito da attività  professionale, altri redditi o rendite) e del reddito e della composizione del gruppo familiare”.

“Tuttavia, le misure di sostegno non saranno sufficienti se l’attenzione del Governo non sarà contemporaneamente rivolta a quelle che devono garantire la ripresa economica e se, per quello che riguarda la professione, non verranno ridiscussi, come chiediamo da anni, argomenti come organizzazione, collaborazioni, avvocato dipendente da altro avvocato, specializzazioni, aggregazioni multidisciplinari, in modo che questi strumenti siano messi efficacemente a disposizione di tutti gli avvocati” – conclude Pansini.