“Grave, gravissima la prevaricazione delle regole che ha avuto luogo oggi al Congresso Nazionale Forense di Rimini, proprio a ridosso dell’intervento della Giustizia Orlando.
La presidenza del Congresso e quella del Consiglio nazionale Forense hanno calpestato il diritto dei delegati alla presentazione delle mozioni, cassandone in maniera del tutto unilaterale un buon numero e mettendone in votazione con modalità assolutamente discutibili.
E’ un colpo durissimo alla credibilità della massima assise dell’avvocatura, e la vicenda inevitabilmente avrà degli strascichi”.
Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense, Luigi Pansini.
“Arbitrariamente il Cnf, rappresentato – continua Pansini – nella sala del Congresso dal presidente Mascherin, ha posto in votazione solo alcune mozioni politiche, e cassandone altre, presentate anche da ANF, in spregio delle regole e della prassi congressuale.
Mozioni che vertevano poi sulla giovane avvocatura, tema di fondamentale importanza.
Inoltre la votazione si è svolta con modalità a dir poco approssimative, se non peggio: chiamate per alzate di mano, mancanza di controllo della titolarità di voto, assenza del controllo del quorum necessario e della verifica effettiva del voto per mancanza di scrutatori.
Di fronte a questo esercizio di ‘democrazia unilaterale’ ANF non ha potuto che abbandonare con la sua numerosa delegazione l’assemblea, richiamando a gran voce il rispetto delle regole”.
Rimini 8 ottobre 2016
