AVVOCATURA; GIAMPAOLO DI MARCO DEL FORO DI VASTO NUOVO SEGRETARIO GENERALE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE FORENSE. CARMELA MILENA LIUZZI DEL FORO DI TARANTO ELETTA PRESIDENTE. DI MARCO: “MIA STELLA POLARE SARA’ AVVOCATURA MODERNA, DINAMICA E INCLUSIVA”

E’ l’avvocato Giampaolo Di Marco, del foro di Vasto e civilista il nuovo Segretario Generale dell’Associazione Nazionale Forense.

L’avvocato Carmela Milena Liuzzi del foro di Taranto andrà invece a ricoprire l’incarico di Presidente dell’associazione.

L’ANF ha infatti proceduto nella giornata di sabato 6 novembre, riunito il Consiglio Nazionale a Roma, all’elezione dei nuovi organi direttivi. Eletto per il prossimo triennio alla carica di Segretario Generale, l’avvocato Giampaolo Di Marco. Il Segretario dell’ANF, è avvocato a Vasto (Chieti), dove è stato dirigente della sede locale dell’associazione, tra i protagonisti della vita politica forense, già componente dell’ultimo direttivo nazionale di ANF.

Di Marco succede a Luigi Pansini, Segretario dell’Associazione negli ultimi 6 anni, a cui è andato il sentito grazie del Consiglio per il grande impegno profuso.

 “Onorato della fiducia che l’Associazione ha riposto in me, sono consapevole delle sfide che attendono l’avvocatura tutta e la nostra Associazione nell’immediato futuro, soprattutto in questo periodo pandemico dove sono molte le sfide che attendono in particolare il processo (civile e penale) e il mondo della Giustizia in generale. Mi accingo ad affrontare il mio mandato guidato dalla stella polare di un’avvocatura moderna, dinamica, inclusiva e protesa al dialogo, quale metodo di crescita dell’identità associativa”.

Questo il commento del neo segretario di ANF in seguito alla sua elezione.

“Mi farò portatore – continua Di Marco – presso gli interlocutori istituzionali della categoria e della politica della necessità di una maggiore apertura della professione, con il ricorso alle società e le reti tra professionisti. Occorre disciplinare le collaborazioni e la figura dell’avvocato dipendente da altro avvocato con garanzie minime per tutti e prevedere la coesistenza di diverse “figure” di avvocato a seconda dell’ambito in cui la professione è esercitata. Ritengo occorra anche ridisegnare il codice deontologico e il modello di governance.

E’ comprensibile un certo pessimismo che serpeggia all’interno dell’avvocatura, ma il nostro ruolo nella società ci impone di guardare al futuro con forza e coraggio, nella consapevolezza che la competenza “tornerà di moda”.