“Il disegno di legge sulla concorrenza, dopo 851 giorni e più rimpalli tra Camera e Senato, è chiamato allo sprint per l’approvazione, a ridosso della pausa estiva. Durante il lungo percorso parlamentare gli Ordini, tra cui quello dell’Avvocatura, hanno avanzato critiche e chiesto correzioni, in alcuni casi accolte, ma ancora si sollevano timori paventando che venga concesso troppo spazio ai soci di capitale a scapito delle garanzie professionali. Spiace constatare che queste voci si configurino più come il tentativo di strenua difesa dell’esistente, una foglia di fico a protezione di diritti ritenuti acquisiti e intoccabili. Occorre invece avere la consapevolezza che il futuro dei professionisti, in primis quello degli avvocati, è quello di strutture multidisciplinari con competenze trasversali, dove ci siano regole chiare e un assetto societario trasparente in mano a soci avvocati”.
Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.
“L’indipendenza professionale – continua Pansini – è tutelata nelle previsione normativa del Ddl Concorrenza, e piuttosto che invocare uno stralcio i detrattori della misura farebbero bene a pensare che con i soci di capitale molti giovani avvocati, che resterebbero fuori dagli studi tradizionali, avranno l’opportunità di entrare nell’alveo della professione”.
“L’auspicio dunque è che il Parlamento tenga la barra dritta, e che la professione dell’avvocato in Italia faccia un passo avanti verso l’Europa, nel segno della trasparenza e della valorizzazione delle competenze” – conclude Pansini.
