GIUSTIZIA; PANSINI (ANF): GIUSTO L’ALLARME DELLA MINISTRA CARTABIA. A RISCHIO COLLASSO LA GIUSTIZIA CIVILE, SUBITO MISURE SU ARRETRATO ED EMERGENZA PANDEMIA. MINISTRA COINVOLGA AVVOCATI

“Bene la visione d’insieme sulla giustizia esposta dalla ministra Cartabia e orientata al rispetto dei dettami costituzionali, e altrettanto positive sono l’attenzione riservata ai riti processuali nel civile e la volontà di superare l’equivoco secondo il quale il miglioramento della giustizia italiana possa raggiungersi, tanto nel civile quanto nel penale, solo con continue modifiche delle regole processuali.

Concordiamo che occorra fare presto per prevenire il collasso della giustizia civile e che occorrano cospicui investimenti grazie ai fondi europei.

Non può infatti sfuggire al Governo la valanga che rischia di abbattersi sui tribunali italiani, costituita da un’incredibile mole di contenzioso quando verranno meno i provvedimenti che bloccano gli sfratti, le esecuzioni, le procedure concorsuali, i licenziamenti, il contenzioso bancario.

Bisogna attrezzarsi subito e bene”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini all’indomani dell’intervento della Guardasigilli in Commissione Giustizia della Camera per illustrare le linee programmatiche del suo ministero.

“Il combinato disposto – continua Pansini – della sospensione causa pandemia di numerosi atti e la situazione cronicizzata dell’arretrato della giustizia civile può risultare un colpo micidiale. Occorre a nostro avviso maggiore chiarezza sul tema dell’arretrato civile, in particolare su quel collo di bottiglia rappresentato dal numero di procedimenti dinanzi alle corti d’appello e in Cassazione”.

“Comunque, ora più che mai occorre uno sforzo comune per far fronte all’emergenza, e l’auspicio è che, quanto alla rimodulazione delle misure del PNRR dedicate alla giustizia, si coinvolga anche l’avvocatura e si tenga in debito conto il punto di vista degli avvocati che con i processi si cimentano ogni giorno. Ascolto e confronto su tecnologia, organizzazione del lavoro negli uffici giudiziari, telematizzazione, ordinamento giudiziario, carcere ed esecuzione della pena, potrebbero costituire la vera innovazione della Giustizia post pandemia” – conclude Pansini.