GIUSTIZIA; PANSINI (ASS. NAZ. FORENSE): BENE DISPONIBILITÀ AL DIALOGO DELLA MINISTRA CARTABIA. NO A INUTILI RIFORME DEL PROCESSO CIVILE. NEL PROCESSO PENALE NO A FORZATURE PER AGGIRARE TERMINI DURATA INDAGINI

“No a riforme inutili del processo civile. È stato raggiunto un suo equilibrio e dunque è di gran lunga più utile intervenire su udienze oggi superflue senza rinunciare, con i dovuti accorgimenti, all’udienza da remoto e a quella a trattazione scritta nel rispetto del principio del contraddittorio e del potere dispositivo delle parti.
Alla luce di ciò abbiamo illustrato alla Ministra Cartabia le ragioni delle nostre perplessità sulla proposta di sommarizzazione del processo civile contenuta nel disegno di legge delega Bonafede: uno stravolgimento del rito non serve a nulla dal momento che i tribunali e i giudici di pace operano nel rispetto dei limiti fissati dalla legge Pinto, mentre il collo di bottiglia è rappresentato dai procedimenti pendenti dinanzi alle Corti di Appello e in Cassazione. Bene, invece, l’abolizione dei filtri in appello e da parte della Ministra abbiamo recepito grande attenzione e disponibilità all’ascolto”.
Queste le dichiarazioni di Luigi Pansini, Segretario Generale ANF, a seguito dell’incontro di ieri presso il Ministero della Giustizia con la Guardasigilli Marisa Cartabia, presente anche l’avvocata Donata Giorgia Cappelluto, componente del Direttivo Nazionale ANF.
“Nel corso del colloquio – continua Pansini – abbiamo indicato alla Ministra le priorità che riteniamo indispensabili attuare con le risorse del Recovery Plan: processo telematico negli uffici dei giudici di pace, informatizzazione di tutti gli uffici dell’amministrazione giudiziaria, organizzazione del lavoro di magistrati e operatori di cancelleria con l’introduzione di criteri e figure manageriali, applicazione del principio di governance plurale della giustizia previsto dal D.lgs. 240/06, definizione dell’arretrato e strumenti alternativi di risoluzione delle controversie”.
“Sul processo penale, abbiamo sottolineato la necessità di intervenire sulla fase delle indagini preliminari privilegiando, in luogo delle sanzioni disciplinari nei confronti dei magistrati, in caso di inosservanza dei termini, le sanzioni processuali; nonché di intervenire sulle disciplina relativa alla tenuta dei registri delle notizie di reato il cui uso distorto, in assenza di controlli, oggi permette di aggirare l’osservanza dei termini di durata delle indagini e di ricorrere all’uso delle intercettazioni anche nelle ipotesi in cui non sarebbero consentite dal codice di rito”.
“Alla Ministra Cartabia abbiamo chiesto di prestare massima attenzione alla professione, a partire da una seria riforma del sistema di accesso sulla scia delle nuove prove di esame di abilitazione contenute del DL 31/2021 per la sessione 2020, la cui esperienza e difficoltà dovranno servire come punto di partenza per un’idea di riforma complessiva da realizzare in tempi brevi e tale da non danneggiare le giovani generazioni” – conclude Pansini.