INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO; DI MARCO (ASS. NAZ. FORENSE): AVVOCATURA HA RUOLO CENTRALE, OCCORRE MAGGIOR COINVOLGIMENTO IN RIFORME. IMPORTANTE ANCHE NEI CONSIGLI GIUDIZIARI PER LE VALUTAZIONI SU OPERATO MAGISTRATI

“Ci rispecchiamo pienamente nelle parole del Presidente Mattarella, che ha ricordato oggi come l’avvocatura sia chiamata a svolgere, durante la straordinarietà del tempo attuale, un ruolo centrale, con lo spirito di collaborazione e servizio al Paese che ha contraddistinto la sua attivita’ anche durante l’emergenza pandemica. L’impegno dell’avvocatura deve essere un elemento di spinta affinchè si concentrino gli sforzi sui traguardi comuni da raggiungere per assicurare una risposta alle esigenze del Paese. Ora che l’emergenza pandemica è entrata in una fase di controllo riteniamo si possa avviare una riflessione sulle sperimentazioni messe in campo nei mesi passati, per decidere cosa possa essere funzionale ad una normale amministrazione della giustizia. Sicuramente occorre dire basta alle misure di contingentamento di accesso ai tribunali e riportare la piena attività, continuando ad avvalersi della digitalizzazione dei processi. E in ottica di cambiamenti riteniamo sacrosanta la previsione che consentirà alla componente degli avvocati di esprimere un voto unitario in sede di deliberazione sulla valutazione di professionalità dei magistrati. Nessuna pagella, ma leale e corretta impostazione paritaria al fine di migliorare il funzionamento dei tribunali, come ha giustamente sottolineato la Presidente del Cnf Maria Masi”.

Così il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Giampaolo Di Marco, a margine dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario presso l’Auditorium del Maxxi, ha commentato l’intervento della Ministra Cartabia e il messaggio del Presidente Mattarella.

“In merito al funzionamento della giustizia, bene le parole della Ministra Cartabia che ha sottolineato la propria contrarietà ad un efficientismo giudiziario che privilegia la quantità a scapito della qualità’. A maggior ragione occorre formulare riforme che rifuggano da esigenze meramente statistiche, per cui è importante che l’avvocatura, cioè la prima linea nei tribunali, possa dare il proprio contributo nella stesura dei decreti che andranno a incidere sull’andamento futuro della giustizia” – conclude Di Marco.