04.05.22 Italia Oggi “Csm, legali a difesa della riforma”

Avvocati a difesa della riforma del Csme in apprensione per lo sciopero indetto dalla categoria. Da più di una associazione forense arrivano infatti dichiarazioni e appelli affinché il governo non torni indietro e non “ceda” relativamente allo sciopero indetto dall’Associazione nazionale magistrati in merito alla riforma della categoria. L’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga), ad esempio, ha espresso «grande preoccupazione» per l’annuncio dello sciopero dell’Anm: «legittimo da parte dei magistrati rappresentare le proprie perplessità in merito ai contenuti della riforma, ma allarma, in questa fase, l’uso di tale strumento da parte di uno dei tre poteri dello Stato, quello giudiziario, nei confronti di un altro, quello legislativo.I cittadini si aspettano che le Istituzioni sappiano confrontarsi sempre con lealtà e con spirito costruttivo», è il commento del presidente Francesco Paolo Perchinunno. «Chiediamo subito un confronto verità con i rappresentanti dei magistrati, perché occorre spiegare con chiarezza e senza filtri ai cittadini che quello che il Parlamento deve approvare è una riforma necessaria e condivisibile e non c’è nessun pericolo per la nostra Costituzione», sono invece le parole del segretario generale dell’Associazione nazionale forense Giampaolo Di Marco. «Fermo restando il diritto inoppugnabile di ogni soggetto rappresentativo di indire uno sciopero quale forma di protesta e opposizione, è netta la sensazione che quello indetto da Anm sia un tentativo di ultima istanza per cercare di influenzare il cammino parlamentare di una riforma che può introdurre elementi positivi». Opinione simile per Gian Domenico Caiazza, presidente delle Unione camere penali italiane. Per Caiazza non sono in discussioni il diritto allo sciopero ma piuttosto le motivazioni alla base.