09.04.21 Il Dubbio – Incontro a via Arenula tra Cartabia e l’Anf Pansini: «Svolta digitale»

Incontro a via Arenula tra Cartabia e l’Anf «Sì alla svolta digitale» GENNARO GRIMOLIZZI Quando il dialogo è franco e l’ascolto è reciproco si possono sempre raggiungere risultati confortanti. Ne è convinto Luigi Pansini, segretario generale dell’Associazione nazionale forense, in riferimento all’incontro avuto ieri a Roma con la ministra della Giustizia Marta Cartabia. Con Pansini, in via Arenula c’era anche l’avvocata Giorgia Cappelluto, del consiglio direttivo dell’Anf. «Abbiamo molto apprezzato – dice al Dubbio Pansini – l’attenzione e l’ampia disponibilità della ministra, che ha voluto incontrarci di persona per una serie di approfondimenti in un periodo storico molto delicato per l’avvocatura italiana». Tanti i temi affrontati. L’Anf ha messo sul tavolo una serie di proposte sul comparto giustizia e sulle professioni, che non possono essere slegate rispetto al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). «A tal riguardo – evidenzia Pansini – è emersa la necessità di una completa telematizzazione della giustizia. In una fase di cambiamenti all’orizzonte è prioritario il coinvolgimento dei giudici di pace, per i quali è necessario estendere il processo telematico». Punto di partenza dell’interlocuzione col ministero della Giustizia è stato il processo civile. «Oggi – commenta Pansini – il processo civile ha trovato i suoi equilibri grazie a una serie di interventi, compresi quelli provenienti dalla Cassazione. Giudici di pace e Tribunali stanno facendo il possibile, nel rispetto della legge Pinto, per garantire la ragionevole durata dei processi. Abbiamo esposto alla ministra Cartabia l’esigenza di intervenire sul rito e sull’udienza di precisazione delle conclusioni. Siamo convinti che siano opportuni pure accorgimenti sulle udienze a trattazione scritta, sempre più frequenti, per garantire, nonostante la pandemia, lo svolgimento e la prosecuzione delle cause». I dati parlano chiaro. Complessivamente i procedimenti civili pendenti alla fine del settembre dello scorso anno sono 3.334.119, quasi centomila in più rispetto a quelli del 31 dicembre 2019. Le risorse del Pnrr, secondo l’Anf, devono mirare alla definizione dell’arretrato civile, al completamento del processo telematico in tutte le giurisdizioni, alla digitalizzazione e allo sviluppo di metodi manageriali di organizzazione del lavoro degli uffici giudiziari. Una sfida che l’avvocatura deve cogliere al pari degli altri protagonisti della giurisdizione. «Sulla riorganizzazione degli uffici – chiosa Pansini – dobbiamo partire da esempi confortanti come quelli di Torino e Marsala, che primeggiano in termini di efficienza». Nel penale l’Associazione nazionale forense sottolinea la necessità di trovare un equilibrio nelle fasi del processo con le attività per le quali è possibile ricorrere, senza pregiudizio per le garanzie di difesa, all’udienza da remoto e al rito camerale non partecipato. Su questo è intervenuta l’avvocata Cappelluto. Quella delle indagini preliminari viene considerata dall’Anf la fase con le maggiori criticità, in cui si consuma gran parte del termine di prescrizione. Per questo il sindacato delle toghe ritiene necessario, tra l’altro, introdurre termini di natura perentoria con particolare riguardo al potere del pm di esercitare l’azione penale entro un termine prefissato, prevedendo sanzioni processuali in caso di mancata osservanza, anziché sanzioni meramente disciplinari. «È stata esposta alla ministra – aggiunge Pansini – l’esigenza di rimodulare non solo il profilo tecnologico, ma tutta la normativa di attuazione in ordine alla gestione dei registri relativi alle notizie di reato, custoditi presso le Procure. Ciò al fine di prevenire la diffusa e disinvolta prassi di eludere il termine di durata complessiva della fase delle indagini preliminari». Ultimo ma non ultimo il tema riguardante lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità ai fini della messa alla prova dell’imputato. Ministero della Giustizia e Anf hanno dato vita a un progetto che mira alla riabilitazione in base a una convenzione sottoscritta alla fine dello scorso anno. Al progetto hanno già aderito una decina di sedi Anf presenti su tutto il territorio nazionale. A riprova del particolare attivismo della Associazione vi è pure il progetto europeo cofinanziato dal programma Giustizia dell’Ue, denominato “Lawyers for rights”, al quale partecipano l’Ordine degli avvocati di Milano, l’università di Burgos in Spagna e la “Bulgarian lawyers for human rights association”. «Siamo convinti – conclude Pansini – che mai come in questo particolare momento occorra unire le forze e intensificare il dialogo tra l’avvocatura e via Arenula. Le sfide che ci attendono devono farci trovare pronti e tutte le parti coinvolte devono procedere con pari intensità e convinzione».