10.11.21 Il Dubbio – Di Marco nuovo segretario Anf: difenderò un’idea inclusiva di avvocatura e politica forense

SUBENTRA A PANSINI. LIUZZI ELETTA PRESIDENTE

È l’avvocato Giampaolo Di Marco, civilista del Foro di Vasto, il nuovo segretario generale dell’Associazione nazionale forense. L’avvocato Carmela Milena Liuzzi del Foro di Taranto andrà invece a ricoprire l’incarico di presidente. L’Anf ha infatti proceduto nella giornata di sabato, riunito il Consiglio nazionale a Roma, all’elezione dei nuovi organi direttivi. Di Marco, che rivestirà la carica di segretario per il prossimo triennio, è avvocato a Vasto (Chieti), dove è stato dirigente della sede locale dell’associazione, ed è tra i protagonisti della vita politica forense, già componente dell’ultimo direttivo nazionale Anf. Succede a Luigi Pansini, segretario dell’associazione negli ultimi 6 anni, a cui è andato il sentito grazie del Consiglio per il grande impegno profuso. «Onorato della fiducia che l’associazione ha riposto in me, sono consapevole delle sfide che attendono l’avvocatura tutta e l’Anf nell’immediato futuro, soprattutto in questo periodo pandemico in cui sono molte le sfide che attendono in particolare il processo, civile e penale, e il mondo della giustizia in generale. Mi accingo ad affrontare il mio mandato», ha aggiunto Di Marco, «guidato dalla stella polare di un’avvocatura moderna, dinamica, inclusiva e protesa al dialogo, quale metodo di crescita dell’identità associativa. Mi farò portatore», ha continuato Di Marco, «presso gli interlocutori istituzionali della categoria e della politica, della necessità di una maggiore apertura della professione, con il ricorso alle società e le reti tra professionisti. Occorre disciplinare le collaborazioni e la figura dell’avvocato dipendente da altro avvocato con garanzie minime per tutti, e prevedere la coesistenza di diverse figure di avvocato a seconda dell’ambito in cui la professione è esercitata. Ritengo occorra anche ridisegnare il codice deontologico e il modello di governance. È comprensibile un certo pessimismo che serpeggia all’interno dell’avvocatura, ma il nostro ruolo nella società ci impone di guardare al futuro con forza e coraggio, nella consapevolezza che la competenza tornerà di moda».