Studio Cataldi, di Marina Crisafi
Certificazioni o asseverazioni pubbliche che siano, a breve potranno essere richieste e rilasciate anche presso gli avvocati e gli altri studi dei professionisti iscritti ad un ordine. La novità è prevista dagli emendamenti depositati oggi al ddl in materia di lavoro autonomo e smart working (il c.d. Jobs Act per gli autonomi) in commissione lavoro al Senato (qui sotto allegato). Nello scenario delineato, che dovrebbe essere quello definitivo, prima che il ddl arrivi in aula, visto che il termine per la presentazione degli emendamenti scadeva oggi, i professionisti diventeranno “concorrenti” della P.A., potendo operare in concorrenza con lo Stato o anche in esclusiva. In ogni caso, protetti, a fronte di malattie o eventi eccezionali dalla propria cassa di previdenza.
Altri emendamenti, prosegue la nota del senatore, sono dedicati ad una più ampia tutela “dei professionisti ordinistici attraverso la possibilità per le loro Casse, anche in forma associata, di organizzare ulteriori prestazioni sociali e dei professionisti non ordinistici attraverso una evidenza contabile dei loro versamenti presso la ‘gestione separata Inps’ e corrispondenti prestazioni previdenziali superando i vincoli vigenti”.
In soldoni, il trasferimento delle funzioni pubbliche che potranno essere devolute (a seguito di una ricognizione esercitata dal Governo mediante delega), servirà sia ad ampliare il mercato dando maggiori opportunità alle professionisti ordinistiche cui sarà consentito di gestire funzioni pubbliche che a semplificare la vita ai cittadini.
Quanto al lavoro agile, ad essere proposta, prosegue la nota, è una “definizione che lo distingua dal telelavoro e corrisponda allo smart working così da comprendere, attraverso l’accordo scritto tra le parti, le modalità in divenire con cui sono impiegate le tecnologie digitali consentendo prestazioni lavorative per fasi, cicli e obiettivi, anche senza vincoli di orario e di luogo. Nello stesso accordo possono trovare regolazione specifici profili di sicurezza come il diritto alla disconnessione e il diritto all’apprendimento con la possibilità di accedere a periodiche certificazioni delle conoscenze e delle abilità conseguite”.
Nella consapevolezza che le tecnologie consumeranno molti lavori tradizionali, viene disposto infine “un piano nazionale per la alfabetizzazione digitale degli adulti”.


