Casse, niente 600 euro agli iscritti dal 23 febbraio 2020

ItaliaOggi – 

Indennità da 600 euro per la mensilità di aprile negata ai professionisti iscritti alle Casse previdenziali private «in data successiva al 23 febbraio 2020», esclusi in virtù dell’art. 1, comma 4, del decreto interministeriale (dei dicasteri vigilanti del Lavoro e dell’Economia) del 29 maggio scorso. Nel caso, poi, affi ori un «dato reddituale non idoneo» all’erogazione del «bonus» per coloro che, avendolo chiesto per marzo, lo abbiano avuto sul conto corrente pure per il mese di aprile (in base al riconoscimento «in via automatica» della misura, come fi ssato dallo stesso provvedimento della fi ne di maggio), tali «ripetizioni dell’indebito da parte dei non aventi diritto», dovranno esser comunicati al ministero di via Veneto, facendo scattare «nel più breve tempo possibile gli eventuali recuperi». E riversare le somme allo Stato. È quanto si legge nella lettera che la direzione generale per le politiche previdenziali ed assicurative del dicastero guidato da Nunzia Catalfo ha spedito agli Enti pensionistici, in risposta ai quesiti formulati dall’Adepp (l’Associazione che li riunisce), presieduta da Alberto Oliveti, a proposito della corresponsione dell’intervento per il sostegno al reddito istituito con il decreto «Cura Italia» (legge 27/2020); tra i chiarimenti invocati (riportati su ItaliaOggi del 20 giugno 2020) quello sulle modalità di calcolo del requisito relativo al reddito, visto che, recitava la lettera (spedita pure al titolare di via XX settembre Roberto Gualtieri), nel decreto interministeriale del 28 marzo l’indennità era stata riconosciuta sulla base delle entrate complessive, mentre nel testo del 29 maggio si prevede debba esser attribuita sulla base del reddito professionale e, a tal proposito, la replica è che si dovrà provvedere al riconoscimento automatico del sussidio di aprile a coloro che l’hanno ricevuto a marzo, salvo, però, recuperare (e far confl uire nelle casse statali) le quote indebitamente pagate. Nessuna chance di accedere ai 600 euro della mensilità di aprile, inoltre, si precisa, per chi, incassata quella di marzo, «abbia conseguito nel frattempo, o conseguirà con decorrenza successiva, un trattamento pensionistico diretto» presso un Ente di previdenza privato, così come per coloro che risultano essersi iscritti «in data successiva al 23 febbraio 2020» (circostanza, questa, si apprende, che crea problemi ad alcune Casse che, «seguendo una «faq» del ministero», avevan compreso nel perimetro dei benefi ciari «pure gli associati fi no al 1° aprile» dell’anno in corso)