Giustizia civile, via libera definitivo della Camera alla riforma

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A due giorni dalla fiducia votata martedì scorso (353 sì 192 no, nessun astenuto) la Camera ha approvato definitivamente la conversione in legge del decreto 132/2014 che riforma il processo civile e introduce una serie di novità per ridurre il numero dei processi arretrati e tagliare i tempi medi dei procedimenti, anche grazie ad un massiccio coinvolgimento dell’Avvocatura: dall’arbitrato alla negoziazione assistita, ai divorzi e le separazioni “fai da te”, anche davanti al sindaco. Via libera anche all’accorciamento delle ferie dei magistrati, la riduzione del periodo di sospensione feriale dei procedimenti, e misure per la trasparenza nei rapporti tra creditore e debitore.

Il primo dei provvedimenti che compongono il pacchetto giustizia in 12 punti presentato questa estate dal premier introduce in particoalre forme alternative di risoluzione delle controversie civili per evitare di andare di fronte al giudice. Nelle cause civili pendenti in primo e secondo grado – fatta eccezione per quelle che riguardano diritti indisponibili, lavoro, previdenza e assistenza sociale – le parti potranno così chiedere di trasferire il procedimento di fronte a un arbitro, individuato nell’albo degli avvocati. Altra strada è quella della negoziazione assistita dagli avvocati, con un accordo tra le parti con non abbiano ancora adito il giudice o percorso la strada dell’arbitrato. La negoziazione assistita viene esteso, sul modello francese, anche alle cause di separazione e divorzio.

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