GIUSTIZIA; PANSINI (ANF): SI A UDIENZE DA REMOTO, RIPARTA LA GIUSTIZIA. INACCETTABILI PROVVEDIMENTI DI SEMPLICE RINVIO, I COA VIGILINO. OK RINVIO NORME INTERCETTAZIONI. MASSIMA ATTENZIONE PER ESAME ABILITAZIONE E SCUOLE FORENSI OBBLIGATORIE

“La giustizia riparta, con gli strumenti tecnologici a disposizione, con la trattazione scritta e anche con l’utilizzo dell’udienza da remoto. Ben vengano gli accorgimenti suggeriti dall’avvocatura istituzionale e associativa per uno svolgimento del processo da remoto, anche nel penale, in via del tutto eccezionale che tenga conto dei diritti in gioco, del giusto processo e della necessaria partecipazione dei difensori, nella consapevolezza, però, che gli avvocati civilisti, penalisti, tributaristi, lavoristi, amministrativisti vogliono che la giustizia riprenda a marciare e che venga assicurata la ripresa delle attività del comparto professioni. Occorre in ogni caso assicurare la possibilità di depositare telematicamente tutti gli atti per tutti i tipi di processo e prevedere una gestione delle cancellerie e dei registri con modalità del lavoro agile che vanno assolutamente previste, attivate e implementate per un servizio e un’attività che tutti ritengono essenziali. Sempre alla luce della situazione emergenziale, condivisibile il rinvio delle nuove norme sulle intercettazioni che potrebbero slittare anche ad un anno: si impieghi questo tempo per un supplemento di riflessione”.
Lo dichiara Luigi Pansini, segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense all’indomani della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del Cura Italia e in merito alle notizie circa l’imminente adozione di un nuovo DL in materia di giustizia.
“Ovviamente, siamo sicuri – continua Pansini – che il Ministro Bonafede saprà adottare norme generali che assicurino il più possibile l’omogeneità dello svolgimento delle udienze sull’intero territorio nazionale, tenendo conto delle esigenze anche di natura sanitaria. Provvedimenti degli uffici che prevedono il semplice rinvio a dopo il trenta giugno, adottati da alcuni tribunali, sono inaccettabili ed è compito degli ordini forensi circondariali, che devono essere sentiti obbligatoriamente, di far sì che la ripresa delle attività venga assicurata, con tutte le precauzioni del caso, in questa fase emergenziale.
“Non è invece condivisibile – conclude Pansini – l’idea di una generale ammissione dei candidati all’esame orale per l’abilitazione forense, occorre invece assicurare la correzione degli elaborati scritti così come è necessario valutare l’ipotesi di un differimento dell’obbligo delle scuole forensi ai fini della pratica forense, dal momento che da inizio aprile tale obbligo è previsto ma è lecito dubitare che lo stesso possa essere regolarmente assolto dai praticanti”.