Il processo tributario non decolla da remoto

Il Sole 24 Ore – 

Nonostante norme di ogni rango consentano la celebrazione di udienze da remoto, il processo tributario prosegue per iscritto. È quanto emerge dalle comunicazioni recapitate in questi giorni dalle commissioni tributarie. -a pagina 28

Anche nei primi mesi del 2021 continuano le udienze tributarie scritte. È quanto emerge dalle comunicazioni di fissazione delle udienze recapitate in questi giorni che, riprendendo le varie ordinanze di alcuni presidenti di commissione, prevedono ancora lo svolgimento in forma scritta e non da remoto.

Eppure, sono trascorsi:

a) oltre due anni dalla norma (Dl 119/2028) sulle udienze a distanza nel processo tributario;

b) oltre due mesi dall’entrata in vigore dell’articolo 27 del Dl 137/2020, che, stante l’emergenza sanitaria, disponeva lo svolgimento delle udienze da remoto;

c) quasi due mesi dal decreto del direttore generale delle Finanze (novembre 2020), che illustra le modalità tecniche di svolgimento delle udienze online.

A fronte di queste disposizioni, ancora varie commissioni tributarie in automatico fissano udienze scritte, non considerando proprio la possibilità delle udienze da remoto e, circostanza ancor più singolare, anziché adoperarsi per l’attuazione di queste disposizioni, la preoccupazione generale sembra essere rappresentata dalla necessità di un’ulteriore proroga delle udienze scritte.

Ma vediamo i termini della vicenda. L’articolo 16 del Dl 119/2018 ha previsto la partecipazione delle parti all’udienza pubblica anche a distanza, mediante collegamento audiovisivo tra l’aula e il luogo del domicilio indicato dal contribuente, dal difensore, dall’ufficio con modalità tali da assicurare la reciproca visibilità dei presenti. Sembra una previsione introdotta durante l’emergenza Covid ed invece esiste nel nostro ordinamento da ben due anni.

Durante la seconda emergenza Covid l’articolo 27 del DL 137/2020 (primo decreto ristori) ha disciplinato le modalità di svolgimento delle udienze fino alla cessazione dell’emergenza sanitaria. È stato autorizzato, in sintesi, lo svolgimento delle udienze da remoto con decreto motivato del presidente della commissione . I decreti presidenziali possono così disporre che le udienze e le camere di consiglio si svolgano anche solo parzialmente da remoto, ove le dotazioni informatiche della giustizia tributaria lo consentano e nei limiti delle risorse disponibili. Nel caso invece non sia possibile procedere mediante collegamento da remoto, si procede mediante trattazione scritta.

Con decreto del direttore generale delle Finanze dell’11 novembre 2020 è stato disciplinato in dettaglio lo svolgimento delle udienze da remoto tramite l’utilizzo della piattaforma Skype for Business.

A seguito di tutte queste disposizioni mentre alcune commissioni hanno lodevolmente iniziato a effettuare udienze da remoto (con la presenza delle parti e assicurando il contradditorio orale), altre continuano a fissare udienze solo in forma scritta dando atto nei provvedimenti della indisponibilità delle risorse tecniche.

Al riguardo sarebbe interessante conoscere se effettivamente vi sia tale mancanza di risorse. Peraltro, in caso affermativo, risulterebbe veramente singolare che la carenza riguardi solo alcuni uffici e non altri.

Da notare che negli stessi decreti presidenziali si prevede lo svolgimento della camera di consiglio tra i giudici mediante utilizzo di adeguate tecnologie con attestazione di funzionamento da parte del presidente di collegio . Mal si comprende, sinceramente, per quale ragione se i giudici siano in grado di collegarsi mediante strumenti telematici per la camera di consiglio, non possano fare altrettanto con la stessa modalità coinvolgendo anche le parti processuali.

A fronte di questa situazione lascia perplessi che si intenda risolvere il problema non approfondendo le cause della mancata attuazione in alcune commissioni delle regole sulle udienze a distanza, ma auspicando la proroga dell’articolo 27 così continuando ancora per mesi con le udienze scritte.