Parametri forensi al traguardo

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Parametri forensi al traguardo: si attende solo la registrazione della Corte dei conti per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, dopo che il decreto ministeriale con i nuovi compensi per gli avvocati è stato firmato dalla guardasigilli Marta Cartabia. «Una promessa importante è stata mantenuta», commenta il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, che ha la delega alle professioni. E le riforme? «Siamo in dirittura d’arrivo», assicura la ministra al Forum Ambrosetti: «A inizio ottobre il Consiglio dei ministri potrà esprimersi sui decreti attuativi delle riforme del processo civile e penale», mentre «sarà compito del nuovo Governo attuare la delega sull’ordinamento giudiziario». «Abbiamo concluso i nostri compiti per il 2022», annuncia Cartabia al workshop di Cernobbio, riferendosi agli obiettivi previsti dal Pnrr. Tabelle realistiche. L’aggiornamento delle tariffe degli avvocati era atteso dal 2014: prevede un aumento fino al 5 per cento dei compensi per l’attività giudiziale e stragiudiziale. E più certezza nella liquidazione:i valori medi possono aumentare o diminuire soltanto nella misura del 50 per cento. Insomma: «tabelle più realistiche, eque, calate sui dettagli di ciascun settore – riferisce Sisto – con meccanismi parametrati su obiettivi specifici come la valorizzazione della conciliazione». Tempi tecnici. È intanto fissato per domani in commissione Giustizia alla Camera l’esame degli schemi di dlgs sull’ufficio del processo e sulla riforma civile, cui si aggiungerà giovedì quello sul processo penale.I testi sono stati inviati a Montecitorio e al Senato prima della pausa estiva, in modo che le commissioni avessero «i sessanta giorni previsti per legge per esprimere i loro pareri», sottolinea Cartabia. L’ufficio del processo «è destinato a restare, con la sua carica di innovazione»: già assunti i primi 8.170 giuristi e 5.410 tecnici grazie al Pnrr, che «sta accelerando la digitalizzazione del sistema giustizia». Proprio ieri, poi, 2 mila funzionari giudiziari hanno servizio in tutti i tribunali: vanno ad aggiungersi ai 4.222 amministrativi assunti l’anno scorso. D’accordo, ma i magistrati? «Abbiamo sbloccato l’anno scorso il concorso per 310 posti fermato dalla pandemia;a luglioè iniziato quello per 500 posti, che non si teneva da 14 anni e a settembre si aprirà il bando per un nuovo concorso da 400 posti». Trinomio inscindibile. È un bilancio delle riforme introdotte da Via Arenula che Cartabia traccia sul lago di Como, davanti al commissario europeo alla Giustizia Didier Reyners («Ue partner vigile e incisivo, ma discreto»). «Intese condivise dopo decenni di contrapposizioni», laddove la giustizia è «infrastruttura essenziale per ogni democrazia» e soprattutto ha un «forte nesso con il benessere sociale», osserva la ministra, mentre sul megaschermo scorrono le immagini degli affreschi del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti nella sala dei Nove nel Comune di Siena, da poco restaurati. «Non esiste “Buon Governo” senza Giustizia», che è «importante per il progetto europeo» ed «essenziale per la pace». Intanto il 25 settembre si vota per le Politiche: «Non abbiamo ancora finito», avverte il commissario Reyners: «È necessario che in Italia si continuino ad implementare le riforme, non solo della giustizia ma anche nella lotta alla corruzione». «A chi subentrerà come guardasigilli conclude Cartabia – illustrerò il cammino fatto rispetto agli impegni del Pnrr e a ai pilastri su cui poggia il rapporto Ue: indipendenza, qualità, efficienza della giustizia – un trinomio che non si può scindere».