Per ridurre l’arretrato penale 500 ausiliari

Il Sole 24 Ore – Un intervento da 40 milioni di euro per ingaggiare 500 giudici ausiliari con il compito di attaccare, in 4 anni, un arretrato di oltre 260.000 processi penali pendenti in Corte d’appello. E assunzioni a termine, per 24 mesi al massimo, di 1.000 unità di personale amministrativo da utilizzare per tagliare i tempi di durata dei giudizi e per favorire il decollo del processo penale digitale. La bozza dei decreto rilancio, tuttora in attesa di pubblicazione in «Gazzetta», interviene anche sul fronte della giustizia e prova a mettere in campo risorse per affrontare alcuni degli endemici punti critici dell’amministrazione giudiziaria.

Mutuandolo dall’intervento del 2013, dedicato però al solo civile, la bozza di decreto affida a un organico di complessivi 850 giudici ausiliari (agli originari 350 se ne aggiungeranno ora 500) il compito di intervenire sull’appello. Potranno esservi inseriti magistrati ordinari, contabili e amministrativi e avvocati dello Stato in pensione; i professori universitari in materie giuridiche di prima e seconda fascia anche a tempo definito o in pensione; i ricercatori universitari in materie giuridiche; gli avvocati e i notai, anche in pensione.

Il decreto interviene anche sulle modalità di svolgimento degli esami in corso per l’accesso alle principali professioni giuridiche. Per la correzione delle prove scritte del concorso da magistrato ordinario, si stabilisce che fino al 31 luglio, lo svolgimento delle correzioni effettuato dalla Commissione potrà essere svolto con la presenza fisica, all’interno degli uffici del ministero della Giustizia, dei presidenti delle sottocommissioni e dei segretari e con la partecipazione degli altri componenti attraverso un collegamento da remoto.

Inoltre, fino al 30 settembre 2020, il Presidente della commissione esaminatrice può autorizzare lo svolgimento delle prove orali del concorso per magistrato ordinario mediante collegamento da remoto con garaznia di pubblicità della seduta. Le novità riguardano anche il concorso per esame a 300 posti per notaio bandito nel 2018, e l’esame di abilitazione all’esercizio della professione di avvocato del 2019. Per quanto riguarda il concorso notarile, la correzione degli elaborati potrà avvenire, attraverso modalità da remoto che saranno autorizzate dal presidente della commissione notarile, mentre per la prova di abilitazione alla professione forense, l’autorizzazione verrà data dal presidente della commissione centrale per l’abilitazione forense su richiesta motivata dei presidenti delle sottocommissioni nominati in ciascun distretto di Corte d’appello.

Per entrambe le procedure devono essere rispettate le norme anti-contagio e garantite trasparenza, collegialità, correttezza e riservatezza delle sedute e la par condicio dei candidati. Per lo svolgimento da remoto delle prove orali, previste disposizioni per disciplinare l’accesso del pubblico, sempre con strumentazioni da remoto, all’aula di esame.