Prescrizione e reati, i possibili ritocchi

Il Sole 24 Ore – 

Qualche modifica che non stravolgerà l’impianto della riforma. E nello stesso tempo permetterà di conservare agganciato al treno della maggioranza il vagone del Movimento 5 Stelle. È a quest’obiettivo che si lavora in queste ore che precedono il deposito alla Camera in commissione Giustizia, previsto entro oggi pomeriggio, delle proposte di correzione al testo presentato dal Governo. Il faccia a faccia di ieri mattina tra il premier Mario Draghi e il suo predecessore e leader M5S Giuseppe Conte ha evitato la rottura, senza mettere da una parte sul tavolo il voto di fiducia e senza, dall’altra, minacciare opposizioni o anche solo astensioni.

A lavorare più di tutti in questi giorni per arrivare a un compromesso è il Pd che ha già preannunciato l’intenzione di presentare correzioni anche al vero punto critico, a più alto tasso divisivo, l’improcedibilità. Una mossa che va però nella direzione di un rafforzamento dell’Esecutivo, come tiene a sottolineare il capogruppo Pd in commissione Alfredo Bazoli che ribadisce di non volere comprometterne la stabilità. Certo, determinante sarà la posizione della ministra della Giustizia Marta Cartabia che ieri ha tenuto a sottolineare come il testo in discussione alla Camera è il frutto di settimane di trattative e di confronti e «tutti lo hanno approvato in Consiglio dei ministri, fatti salvi i necessari aggiustamenti tecnici».

Dove proprio agli aggiustamenti tecnici si lega il tentativo di non uscire da questo frangente con una spaccatura nella maggioranza. Una serie di modifiche sarà da questa sera sul tavolo. A partire da una diversa articolazione dell’entrata in vigore del nuovo sistema che dovrà sostituire l’attuale disciplina della prescrizione. La riforma Cartabia la prevede per tutti i reati commessi dal 1° gennaio 2020, ma una diversa scansione temporale sarebbe possibile, magari collegandola alla maggiore disponibilità di risorse per quei 7 distretti di Corte d’appello oggi in maggiore difficoltà nell’assicurare i tempi di definizione previsti (due anni in appello e uno in cassazione).

Come pure dal Pd sarà formalizzato un intervento sulla lista dei reati che dà luogo a un allungamento dei tempi, un anno in appello e sei mesi in cassazione, in caso di giudizio complesso per alcuni reati. La proposta passerà per un inserimento di nuovi reati nell’elenco attuale oppure, più verosimilmente, dalla cancellazione della lista chiusa, affidando alla autorità giudiziaria procedente il compito di procedere a un’estensione dei tempi quando il giudizio presente un particolare grado di difficoltà vuoi per il numero delle parti, vuoi per lo spessore delle questioni di fatto e di diritto da dirimere.

Più complicato, perchè si scosterebbe maggiormente dalla versione attuale della riforma, invece introdurre un nuovo meccanismo che abbia sempre l’improcedibilità come risultato finale di un percorso più complesso che vedrebbe scattare sconti di pena, come avviene in germania, nel caso i tempi non siano rispettati e l’estinzione del procedimento solo come eventualità a sanzionare i casi più gravi di ritardo.