Processo civile al restyling per ridurre i tempi della giustizia

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Creata la commissione per l’elaborazione di proposte di interventi in materia di processo civile e di strumenti alternativi. I componenti sono stati nominati dalla ministra della giustizia Marta Cartabia con il decreto ministeriale 12 marzo 2021. La commissione, costituita presso l’Ufficio legislativo del Ministero della giustizia, è composta da dieci esperti, con presidente Francesco Paolo Luiso, professore ordinario di diritto processuale civile presso l’Università degli Studi di Pisa. Viene costituito inoltre un comitato scientifico, con compiti anche di segreteria tecnica. La commissione dovrà ultimare la predisposizione della proposta entro il 23 aprile 2021. Lo scopo della commissione, si legge nel decreto, sarà quello di individuare possibili misure e interventi normativi finalizzati a ridurre i tempi dei processi e salvaguardare il canone di ragionevole durata, nonché a una migliore efficienza dell’amministrazione della giustizia. In particolare, attraverso la stesura di un documento che delinei le misure più idonee ad assicurare maggiore efficienza al processo civile e agli strumenti ad esso alternativi e attraverso la formulazione di proposte di possibili emendamenti al disegno di legge di riforma del processo civile all’esame della commissione giustizia del Senato (AS1662). Il decreto predispone che siano tre le direttrici di intervento: organizzazione e innovazione tecnologica, valorizzazione e impulso degli strumenti alternativi di risoluzione dei conflitti e dimensione endoprocessuale, nella verifica delle più rilevanti criticità della disciplina del processo civile ordinario e dei modelli processuali speciali. Viene inoltre specificato che le misure individuate dovranno tenere conto di quanto contenuto nel disegno di legge AS1662 e dei contributi raccolti nel corso delle audizioni parlamentari e espletate nell’ambito dei lavori sul Pnrr. Si evidenzia come la necessità della riforma del processo civile è stata ulteriormente confermata dalle richieste di interventi prioritari provenienti dall’Unione europea, in particolare dalle raccomandazioni del Consiglio dell’Ue del 9 luglio 2019 e 20 maggio 2020 e dalla Relazione sullo stato di diritto 2020 della Commissione europea del 30 settembre 2020