Processo fiscale: dal ministero via libera alle udienze a distanza

Il Sole 24 Ore – 

Varato il decreto ministeriale del Mef con le «regole tecnico-operative per lo svolgimento delle uienze pubbliche o camerali attraverso collegamenti da remoto». In sostanza, via libera alla videoudienza per i professionisti e alla camera di consiglio da remoto per i giudici. Il provvedimento è firmato dal direttore generale del Dipartimento finanze. Anticipato nei giorni scorsi dal Sole24Ore, le udienze a distanza si svolgeranno mediante collegamenti da remoto utilizzando il programma informatico Skype for Business. Si utilizzeranno dispositivi con spazi di memoria collocati all’interno del sistema informativo della fiscalità (Sif) del ministero dell’Economia, nei limiti delle risorse e apparati assegnati ai singoli uffici. Questo perché si deve far fronte alla carenza di infrastruttura informatica delle Ct.

Il Consiglio di presidenza della Giustizia tributaria (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri) aveva emanato martedì le linee guida sulla discussa disciplina delle udienze tributarie (scritte) introdotta dall’articolo 27 del Dl 137/2020. Il Consiglio di presidenza aveva fatto alcune aperture alle udienze in presenza: sia ove le condizioni sanitarie locali lo dovessero consentire, sia in ipotesi di vicende rilevanti che potrebbero suggerire un rinvio dell’udienza a un periodo post emergenza. In concreto, nell’attuale situazione sanitaria, ben difficilmente qualche commissione potrà prevedere l’udienza in presenza, resta pertanto l’altra possibilità (rinvio per la rilevanza della vicenda). Il documento prova a individuare le ragioni del differimento (rilevanza, novità, complessità della questione, valore, numero di documenti da esaminare ecc). Nonostante, inevitabilmente, l’opportunità del rinvio sia demandatanel documento alla sensibilità dei singoli presidenti (commissione e collegio), va dato atto che implicitamente viene evidenziata l’importanza dell’udienza in presenza rispetto a quella scritta o in camera di consiglio, tanto da suggerire, quando in trattazione ci sono questioni delicate e importanti, lo svolgimento della prima, disponendo un rinvio.

D’altra parte però il documento cadeva in contraddizione sul lo svolgimento della camera di consiglio da remoto per giudici, che in un primo momento era stata affidata sostanzialmente a mezzi scelti dal presidente del Collegio solo per la camera di consiglio dei giudici, mentre adesso – anche se con ritardo – è stata risolta dal Dipartimento finanze individuando la piattaforma di Skype for Business, che ha già passato il vaglio del Garante della Privacy.

Il provvedimento del ministero dell’Economia ravccoglie le istanze degli operatori perché sia garantita, anche da remoto, il contraddittorio Una soluzione che, tra l’altro, è consentita nel processo penale – le cui trattazioni non sono meno delicate anche ai fini della privacy rispetto a quelle del processo tributario – già dal primo lockdown si è svolto da remoto consentendo la presenza di difensori, Pm e cancellieri. Sono stati convalidati arresti e fermi, si sono celebrati giudizi per direttissima e si sono aperti dibattimenti attraverso un link ed un pc/tablet/cellulare personale o degli uffici giudiziari. Ora anche nelle udienze tributarie pubbliche è possibile replicare una simile metodologia peraltro ritenuta valida per le medesime udienze

Ha prevalso il buon senso di tutti attuando la soluzione più semplice e razionale.