Regole taglia liti, l’impatto sui professionisti

Il Sole 24 Ore – 

Si fa più in salita la difesa dei contribuenti per i professionisti del fisco, dopo l’approvazione dell’emendamento al decreto fisco-lavoro sulla non impugnabilità degli estratti di ruolo, che limita anche i ricorsi su ruoli e cartelle irregolarmente notificati e che costringerà il difensore ad affiancare al ricorso di merito la richiesta di sospensione, in via cautelare, degli effetti dell’atto.

Taglia ricorsi pretestuosi

La norma ha la finalità di impedire la proliferazione di questo tipo di impugnazioni che, secondo l’agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader), sarebbero in parte «pretestuose». Secondo un dossier messo a punto dall’Agenzia e riportato nella relazione conclusiva della Commissione di riforma della giustizia tributaria, infatti, sui complessivi 135mila ricorsi presentati nel 2020, 55mila riguardano l’estratto di ruolo. Nel dossier si legge che ormai da tempo si assiste a un «aumento esponenziale delle cause», «per far valere, spesso pretestuosamente, ogni sorta d’eccezione».

La norma, che da una parte potrà tagliare queste cause, dall’altra rischia di limitare il campo d’azione dei professionisti, come essi stessi sottolineano.

I problemi

Ma procediamo con ordine, partendo dall’estratto di ruolo. Si tratta del documento contenente gli elementi del ruolo, reso esecutivo dall’ente creditore, trasfusi nella cartella di pagamento. Ne è stata dunque disposta la non impugnabilità ma va sottolineato che, anche prima della novella, l’estratto di ruolo in realtà non era impugnabile. Ciò che era impugnabile (Cassazione, sezioni unite, sentenza 19704/15), era la cartella (e il ruolo) invalidamente notificata e della quale il contribuente aveva avuto conoscenza attraverso l’estratto di ruolo rilasciato dall’Ader, su sua richiesta.

Con l’emendamento, dunque, si consente l’impugnazione della cartella e del ruolo invalidamente notificati solo nei seguenti casi:

1 per la partecipazione a una gara d’appalto;

2 per la riscossione di pagamenti dovuti dalla Pa;

3 per la perdita di un beneficio nei rapporti con la Pa.

La novella non tocca l’articolo 19 del decreto legislativo 546/92, che prevede l’impugnabilità della cartella. Ne deriva che una cartella validamente notificata è sempre impugnabile, mentre una cartella invalidamente notificata, conosciuta grazie all’estratto di ruolo, è impugnabile solo in casi limitati. Di conseguenza, l’invalidità della notifica di un atto rischia di tradursi in una compressione del diritto di difesa.

Gli effetti della nuova norma

Esaminiamo dunque alcuni casi davanti ai quali, con la nuova norma, il contribuente potrebbe essere carente di un’adeguata difesa quando ha conoscenza, dall’estratto di ruolo, di una cartella a lui invalidamente notificata. Per ricorrere dovrà attendere la notifica di uno dei seguenti atti, con le importanti limitazioni temporali esistenti.

Avviso di intimazione . L’Ader deve notificare l’atto prima di procedere all’espropriazione. Tuttavia, i tempi della difesa sono incompatibili con quelli previsti per il pagamento: 5 giorni dalla notifica dell’avviso.

Preavviso di fermo amministrativo auto. Anche in questo caso, i tempi della difesa non sono conciliabili con quelli previsti per il pagamento: 30 giorni dalla notifica del preavviso.

Preavviso di iscrizione di ipoteca. In caso di debiti non inferiori a 20mila euro, l’Ader iscrive, previa notifica di un preavviso, l’ipoteca sugli immobili del debitore. Anche in questo caso, i tempi della difesa non sono conciliabili con quelli previsti per il pagamento: 30 giorni dalla notifica del preavviso.

Pignoramento presso terzi. L’Ader può procedere al cosiddetto pignoramento diretto, ordinando al terzo di corrispondere le somme da lui dovute al contribuente entro 60 giorni o alle naturali scadenze del debito del terzo. Anche in questo caso i tempi tecnici della difesa non sono conciliabili, atteso che l’Ader non ha obbligo di preavviso. In tale fattispecie rientra anche il pignoramento dei conti correnti.

Richiesta di finanziamento. Il contribuente può vedersi respingere da una banca una richiesta di finanziamento, per la presenza di una cartella non pagata, della quale non aveva conoscenza a causa dell’invalidità della notifica e che, ora, non potrà impugnare prima della notifica di uno degli atti sopra descritti.